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SPORT IN ITALIA. LE SCELTE DELL’UNIVERSO GIOVANILE.

SPORT IN ITALIA. LE SCELTE DELL’UNIVERSO GIOVANILE.

Stiamo assistendo a un fenomeno completamente nuovo per quanto concerne lo Sport in Italia. Una sorta di proporzionalità inversa tra il calcio e le altre discipline cosiddetti minori in termini di risultati.

Il calcio italiano affronta una crisi strutturale, altri sport olimpici stanno vivendo un boom di successi e appeal giovanile.

Né mi sembra solo una coincidenza di risultati sportivi. Stiamo assistendo piuttosto a un vero e proprio mutamento sociologico nel rapporto tra l’Italia e lo sport. Stiamo passando da un sistema «calciocentrico» a uno scenario più «polifonico». È un fenomeno affascinante, fattore peraltro di una metamorfosi culturale profonda.

Il calcio in Italia è stato per decenni un monopolio emotivo. Oggi non lo è più. Coglierei le ragioni principali in una generale perdita di credibilità del sistema (scandali ricorrenti, gestione economica opaca, stadi vecchi, conflitti interni) e in un irreversibile calo della qualità e dell’immaginario collettivo (meno campioni iconici, risultati internazionali deludenti).

Il calcio è un imbuto. O sei dentro, o sei fuori. Gli altri sport sono reti. Ti accolgono, ti fanno crescere, ti danno spazio.

In particolare, analizzando L’UNIVERSO GIOVANILE, si può cogliere un cambiamento che riguarda identità, modelli sociali, economia dello sport e persino il modo in cui le nuove generazioni vivono il corpo, la competizione e il tempo libero. Cambia la psicologia dei GIOVANI. I ragazzi oggi cercano meno tribalismo, meno aggressività, più benessere, più equilibrio tra competizione e divertimento, più identità individuale. Il calcio, con la sua cultura ipercompetitiva, spesso tossica, non risponde più a questi bisogni.

Fino a qualche anno fa quasi tutti i giovani giocavano a calcio. Oggi essi sono diventati una minoranza.

Il successo degli altri sport non è la causa del declino del calcio. È il calcio che, perdendo centralità, libera spazio culturale, emotivo e mediatico. E gli altri sport lo occupano con intelligenza. È un riequilibrio naturale, quasi fisiologico.