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HEGEL, DIALETTICA SERVO-PADRONE E LA POLITICA NELLA CATEGORIA DEL MODERNO

HEGEL, DIALETTICA SERVO-PADRONE E LA POLITICA NELLA CATEGORIA DEL MODERNO

Il rapporto servo-signore è una delle figure più importanti e famose della Fenomenologia dello Spirito di HEGEL. Il Servo è subordinato al Signore, che nell’eterna dialettica prevale perché non teme di rischiare la vita. Tuttavia tale dinamica è destinata a una paradossale inversione dei ruoli, per cui il signore diviene servo del servo, e il servo signore del signore. Infatti il signore, che si limita a godere passivamente del lavoro altrui, finisce per rendersi dipendente dal servo, che raggiunge la propria autonomia e la sua supremazia grazie al suo lavoro.

Io credo che tale capovolgimento sia una costante nell’epoca moderna per categorizzare i rapporti tra i politici (che da padroni diventano servi) e gli elettori (che da servi diventano padroni).

Il Politico crede di dominare, l’Elettore sembra subordinato. La METAMORFOSI: per mantenere il potere, il politico deve servire i desiderata dell’elettore. Il politico diventa SERVO del consenso. Non agisce più per una visione, ma per reazione. Diventa lo strumento della massa che inizialmente doveva indirizzare.

Questa SERVITÙ DEL CONSENSO è forse il limite più grande della politica moderna: quando il leader diventa servo, la visione a lungo termine scompare. Addirittura con i media, i social e i sondaggi si è amplificato e distorto il riconoscimento, con la genesi di nuove forme di dipendenza: il politico non è più solo servo del cittadino, ma dell’attenzione pubblica.

Il risultato? Una precarietà esiziale: la classe dirigente non guida più, ma insegue un elettore che a sua volta tiranneggia e chiede solo gratificazioni immediate per se stesso e per la sua famiglia.

In ogni caso si perde di vista il BENE COMUNE a lungo termine.