Le eccellenze sovente sono solo presunte. L’incipit di tale post evidenzia un’antica diffidenza verso titoli e reputazioni gonfiate, che spesso mascherano mediocrità o illusioni collettive.
Personaggi ed eventi storici, fatti d’attualità, fenomeni di costume spesso ci narrano di casi D’ECCELLENZA SOLO PRESUNTA.
Napoleone Bonaparte, Cristoforo Colombo, J.F. Kennedy, Ronald Reagan, lo scandalo del Nobel per la Letteratura 2018, la strage a Crans-Montana sono solo alcuni esempi di ECCELLENZA PRESUNTA.
La stessa politica modella l’eccellenza definendola attraverso valutazioni selettive, finanziamenti differenziati e retorica propagandistica, spesso piegandola a logiche di potere e privilegiando conformismo o utilità ideologica.
Per i filosofi della Grecia classica l’eccellenza era l’areté, la virtù. Rappresentava la realizzazione ottimale del potenziale umano. Molti filosofi moderni la definiscono come come illusione soggettiva o dovere razionale assoluto.
A riguardo Nietzsche è il nostro pensatore di riferimento poiché sovverte la concezione tradizionale di eccellenza, smascherandola come prodotto della “morale schiava” che inverte valori nobili in vizi.
Oggi Nietzsche condividerebbe appieno l’espressione L’ECCELLENZA È SOLO PRESUNTA. Anzi inviterebbe a superarla verso l’autenticità creatrice. E noi con lui.